Comitato di Iniziativa e di Controllo

Art.1 - Comitato di iniziativa e di controllo

  1. E' istituito presso la Fondazione l'Organismo di iniziativa e di controllo previsto all'art. 6, comma 1, lett. B) del D. Lgvo n. 231/2001.
  2. Detto Organismo assume il nome di "Comitato di iniziativa e controllo" ed è composto da tre membri effettivi.
  3. I Membri devono essere soggetti qualificati, con competenza, professionalità ed esperienza in campo legale, informatico, della sicurezza, contabile ed igienico-sanitarlo, dotati di requisiti di onorabilità tali da garantire imparzialità, autorevolezza e condotta impostata a valori etici.
  4. Il Comitato, i cui componenti sono nominati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, rimane in carica per un triennio e può avvalersi della collaborazione di esperti a cui sarà conferita dalla Fondazione una consulenza dì durata annuale, rinnovabile.
  5. Il Coordinatore ha il compito di promuovere attività, presiedere le riunioni e rappresentare il Comitato presso gli Amministratori della Fondazione.

Art. 2 - Risorse finanziarie del Comitato

  1. Entro il 31 gennaio di ogni anno dovrà essere previsto, in conformità allo Statuto, ed erogato un fondo sufficiente alio svolgimento dei compiti che il D. Lgvo n. 231/2001 e il presente Modello assegnano al Comitato.
  2. Tale fondo sarà quantificato sulla base di apposita revisione predisposta dal Comitato.
  3. I compensi eventualmente dovuti ai componenti del Comitato saranno deliberati dall'organo amministrativo della Fondazione e liquidati periodicamente.
 

Art. 3 - Autonomia e garanzie per l'operatività del Comitato

  1. L'Amministrazione della Fondazione garantisce al Comitato-la massima libertà di iniziativa e di controllo sulle attività aziendali, al fine di incoraggiare il rispetto della legalità e del Modello e consentire l'accertamento immediato delle violazioni a rischio di reato.
  2. L'Amministrazione della Fondazione assicura l'uso, anche se non necessariamente esclusivo, di idonei locali per le riunioni, le audizioni ed ogni altra attività ritenuta necessaria. Tali locali dovranno garantire l'assoluta riservatezza nell'esercizio delle funzioni del Comitato.
  3. L'Amministrazione della Fondazione mette a disposizione del Comitato, qualora lo richieda, per l'espletamento delle sue funzioni, idoneo personale di segreteria ed i mezzi tecnici necessari.
  4. Il Comitato potrà avvalersi altresì del supporto di dipendenti o collaboratori della Fondazione, che opereranno, anche con compiti di compliance e/o di verbalizzazione di audit, al di fuori dei compiti di controllo e vigilanza di competenza del Comitato stesso.
  5. Resta fermo, comunque, per gli Amministratori, l'obbligo generale di direzione e vigilanza sul personale sottoposto, anche ai fini del rispetto delle disposizioni del presente Modello.
 

Art. 4 - Funzioni del Comitato

Il Comitato ha il compito di vigilare sull'osservanza del Modello a del Codice Etico, nonché di curarne l'aggiornamento. In particolare il Comitato:
  1. Svolge le attività di controllo ritenute necessarie e opportune per accertare l'osservanza del Modello, anche attraverso l'adozione di opportune istruzioni.
  2. svolge periodiche ispezioni mirate su attività, prassi od operazioni esposte a rischio, garantendo la stesura e la comunicazione dei relativi verbali.
  3. Raccoglie e comunica le informazioni e segnalazioni ricevute.
  4. Attua forme di raccordo colle altre funzioni aziendali, al fine di migliorare il monitoraggio sulle operazioni sensibili.
  5. Individua programmi e modalità informativi e formativi sul Modello organizzativo e sul Codice Etico stabilendo raccordi colle altre funzioni aziendali per la loro attuazione.
  6. Verifica, la persistente idoneità del Modello organizzativo e svolge attività funzionali di proposta per il costante adeguamento ed aggiornamento.
 

Art. 5 - Poteri del Comitato

  1. Il Comitato, nei limiti delle proprie competenze, può richiedere ed ottenere informazioni da chiunque a qualunque titolo operi nella Fondazione.
  2. Gli Organi di Direzione ed Amministrazione della Fondazione che siano venuti a conoscenza di violazioni del Modello o di situazioni a rischio devono avvertire senza ritardo il Comitato. Nel caso sì tratti di un'ipotesi riconducibile alla fattispecie prevista dal successivo art. 6, comma 2, devono altresì attivarsi per impedire il compimento del l'azione o la realizzazione dell'evento.
  3. L 'Amministrazione della Fondazione, per garantire la segretezza delle informazioni, sulla violazione del modello, fornite dai sottoposti dipendenti o liberi professionisti ha istituito una casella postale il cui accesso è riservato esclusivamente al Comitato.
  4. Le informazioni pervenute dovranno essere protocollate e conservate a cura del Comitato in modo da garantirne la segretezza.
  5. Gli estremi della casella postale sono i seguenti: comitatoiniziativaecontrollo@camilliani.net

Sezione II — Norme Procedurali

Art. 6 — Riunioni del Comitato

  1. Il Comitato si riunisce su convocazione del Coordinatore, con un preavviso di almeno quarantotto ore, salvo casi di comprovata urgenza, o su richiesta degli altri due componenti. La convocazione deve essere contestualmente trasmessa per conoscenza all'Amministrazione della Fondazione
  2. Il Comitato svolge ì propri compiti di iniziativa e controllo nelle forme, nei modi e nei tempi che ritiene opportuni.
  3. Il Comitato trasmette annualmente al Consiglio di Amministrazione una relazione sull'attività svolta nel corso dell'esercizio precedente.
 

Art. 7 - Procedure del Comitato

  1. Il Comitato deve riunirsi almeno due volte l'anno, nei mesi di luglio e dicembre, per accertare l'applicazione abituale del modello attraverso il controllo di un significativo campione dei documenti sanitari ed amministrativi attinenti alle aree di rischio.
  2. Almeno in occasione delle predette riunioni può essere sentito il personale per verificare se sia a conoscenza di violazioni o voglia formulare proposte operative o di modifica delle disposizioni del Modello.
  3. Del contenuto delle singole audizioni deve essere redatto un verbale contestuale letto e sottoscritto, per la parte che lo riguarda, dall'interessato.
  4. Ai fini del controllo sulle operazioni di fatturazione delle prestazioni, il campione viene determinato mediante un criterio casuale, eventualmente basato all'utilizzazione di un programma informatico ad hoc. Analoghi approfondimenti a campione potranno essere disposti per l'operatività in ambiti diversi da quello sanitario.
  5. Delle operazioni di cui ai precedenti commi deve essere redatto apposito verbale complessivo, sottoscritto da tutti ì componenti del Comitato.
  6. I componenti in dissenso devono allegare una relazione di minoranza.
  7. Il verbale ed i relativi allegati devono essere inseriti nel libro dei verbali del Comitato, custodito a cura del Coordinatore.
 

Art. 8 - Segnalazioni

  1. Qualora il Comitato, nelle forme previste dagli articoli precedenti, venga a conoscenza di elementi che possano far ritenere la violazione del modello da parte dei dipendenti o dei liberi professionisti operanti nella struttura, deve immediatamente procedere collegialmente a svolgere ogni attività di indagine che riterrà opportuna al solo scopo di verificare la fondatezza dell'addebito e dì agire conformemente alle disposizioni contenute negli articoli seguenti.
  2. Nel caso che appaia all'evidenza una violazione suscettibile di integrare un'ipotesi di reato non ancora giunto a consumazione, il Comitato ne dà immediata notizia all' Amministrazione affinché questa impedisca il compimento dell'azione o la realizzazione dell'evento, onde ottenere l'esonero dalla responsabilità per la Fondazione, ai sensi dell'art. 26 comma 2, del D. Lgvo n. 231.
  3. Dell'attività svolta il Comitato deve conservare idonea documentazione.
 

Art. 9 - Comunicazioni al fini delle responsabilità disciplinari

  1. Qualora, a seguito dell'attività di indagine svolta, emergano seri e concordanti indizi dì violazioni al modello, che integrino o non integrino ipotesi di reato, da parte dì personale dipendente, il Comitato deve immediatamente segnalarle per iscritto all' Amministrazione della Fondazione affinché questa proceda secondo il disposto del C.C.N.L.
  2. Qualora il Comitato segnali violazioni, dì cui al comma precedente, commesse da liberi professionisti, l'Amministrazione procederà, in coerenza all'Accordo Nazionale, secondo quanto previsto dai relativi contratti.
 

Art.  10 – Giuria

  1. In caso di seri e concordanti indizi su avvenute trasgressioni al modello da parte degli Amministratori della fondazione, si applica quanto previsto in proposito dal Sistema Disciplinare (Parte III – sezione F cap. I)
 

Art. 11 - Aggiornamento Modello

  1. Il Comitato deve promuovere l'aggiornamento del Modello in relazione alle eventuali novità normative, alle mutate esigenze della Fondazione o alla sopravvenuta inadeguatezza dello stesso a prevenire i fatti di reato da cui discende la responsabilità per l'Ente.
  2. Le modifiche di cui al comma precedente devono essere comunicate al Consiglio d'Amministrazione per la relativa approvazione.
  3. Le modifiche al Modello devono essere portate a conoscenza di tutti i soggetti destinatari del Modello e del Codice Etico.
 

Art. 12 - Decadenze

  1. Il componente del Comitato che risulti assente, anche se per giustificato motivo, a più di due riunioni consecutive decade automaticamente dall'incarico.
  2. La delibera relativa alle decadenze è adottata senza ritardo dal Consiglio di Amministrazione che, nella stessa occasione, provvede alle necessarie sostituzioni.